Lavoro: inviare il cv alle aziende giuste

Per assumere nuovo personale, le aziende ricorrono principalmente alla conoscenza diretta del candidato e alle proprie banche dati, cioè ai curricula che ricevono in azienda.  A rilevarlo è l’ISTAT che,  per le assunzione fatte nel 2014, registra un’elevata percentuale di aziende – più del 70% – che assume i candidati conosciuti personalmente dal titolare, grazie ad un tirocinio, un contratto a tempo o per la segnalazione di amici e parenti, e i candidati di cui hanno ricevuto i curricula.  Sono queste le modalità di selezione  utilizzate  dalle imprese di qualunque settore e dimensione. “Di fatto, fra le imprese con meno di 50 addetti, tale modalità rappresenta di gran lunga quella prevalente, soprattutto nelle imprese del commercio al dettaglio e dei servizi di mercato.  Solo nelle imprese manifatturiere,  con più di 250 dipendenti, nell’80% dei casi, la selezione avviene mediante agenzie di lavoro private (collocamento, ricerca e selezione del personale, agenzie di somministrazione)”.  “Nei servizi di mercato e nel commercio, fra le grandi imprese, è maggiore l’utilizzo di altri soggetti autorizzati alla selezione del personale, quali enti bilaterali, enti locali, scuole, università pubbliche e private, associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro (57%)”. Questi sono i dati che emergono dalla relazione di audizione dello scorso 8 luglio dell’ISTAT alla Commissione Lavoro del Senato.
Conoscere quali sono i canali di selezione utilizzati dalle aziende è molto importante per chi cerca lavoro. Perché, a meno che non si sia interessati a lavorare esclusivamente in una grande impresa del manifatturiero, per intenderci in una di quelle che rappresentano lo 0,1% delle aziende italiane, non possiamo limitare la nostra ricerca del lavoro alle sole agenzie di intermediazione. Dobbiamo selezionare personalmente le aziende che possono essere interessate al nostro profilo professionale  e inviargli il nostro curriculum.
Per farlo è sufficiente applicare due semplici regole di auto orientamento: definire il profilo professionale in relazione alle competenze possedute, e creare un nostro elenco di aziende da contattare; servendoci di una o più delle banche dati, pubbliche o private, che possiamo reperire su internet.
Cominciamo col definire il profilo professionale attraverso le competenze tecniche che possediamo e senza perdere di vista il fatto che dietro alla generica definizione di una professione si raggruppano diverse professionalità, che fanno riferimento a settori differenti e a datori di lavoro molto diversi tra loro. A tale scopo può essere utile consultare la catalogazione delle figure professionali curata dall’ ISTAT ( www.istat.it ) e dall’ISFOL  ( http://fabbisogni.isfol.it/ ).
Immaginiamo, ad esempio,  il caso di un giovane che cerca lavoro come cuoco.  Nel mondo del lavoro non esiste la generica figura del cuoco, ma la classe di professionisti  definita “esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione” . La schermata del sito web dell’ISFOL propone una prima suddivisione in 9 grandi gruppi di professioni. Selezionato il gruppo, nel nostro caso il n.5  “professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi”, si aprirà la seconda schermata ( centrale) che ricomprende 15 classi di professioni , tra queste la classe 5.2.2 – Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione.  Sarà questa definizione ad indicarci le diverse figure di addetti alla ristorazione svelandoci nella terza colonna l’elenco delle unità professionali: cuoco in alberghi e ristorantiaddetti alla preparazione e alla cottura di cibi in imprese per la ristorazione collettivaaddetti alla preparazione, alla cottura e alla vendita di cibi in fast food, tavole calde, rosticcerie ed esercizi assimilati;  addetti al banco nei servizi di ristorazioneesercenti di ristoranti, fast food, pizzerie ed esercizi assimilati; esercenti di attività di ristorazione nei mercati e in posti assegnati; baristi e professioni assimilate.

La differenziazione delle “unità professionali”,  già da sola è sufficiente a farci capire, quanto possono essere diverse tra loro le aziende della ristorazione alle quali possiamo proporci.  E, fatta eccezione per la ristorazione collettiva e le grandi catene di alberghi, si tratta di attività realizzate da piccole e medie aziende che difficilmente ricorreranno ai canali di intermediazione nella ricerca del personale, per cui è più efficace inviare direttamente il cv in azienda.
Il sito dell’ISFOL è utile anche per chiarirsi le idee sul profilo professionale al quale siamo interessati. Cliccando sull’unità professionale di proprio interesse, infatti, si possono trovare tante informazioni sulla singola professione, dagli skill, alle opportunità previste, all’andamento del settore. Un insieme di informazioni che, oltre ad essere un’efficace  attività di auto-orientamento, ci aiuta  a capire come possiamo migliorare il nostro curriculum, sia dal punto di vista della terminologia da utilizzare che delle esperienze da dichiarare e valorizzare.
Cliccando sull’unità professionale alla quale si è interessati, inoltre, si apre una finestra con i banner di siti web (pubblici e privati) di intermediazione.  Ben 8 siti di intermediazione, da click lavoro (www.cliclavoro.gov.it ) a www.concorsi.it . In alcuni casi, il sito di intermediazione ci darà direttamente un annuncio di nostro interesse, perché troveremo una ricerca di personale in atto per la posizione che cerchiamo, ma negli altri casi, la maggior parte, si aprirà la home page del sito di intermediazione, senza alcun annuncio di nostro interesse, per cui il soffermarsi  troppo su questo tipo di navigazione, rischia di far naufragare il nostro atteggiamento proattivo e di farci perdere di vista il nostro obiettivo: intercettare le aziende interessate a ricevere il nostro curriculum.
Il consiglio è, dunque, quello di riprendere il percorso di ricerca attiva del lavoro e di passare allo step  successivo: individuare le aziende a cui inviare il cv.
A tale scopo è utile sapere che tutte le aziende sono iscritte ad un registro pubblico gestito dalle Camere di Commercio e che sono classificate in base al settore merceologico in cui operano e all’attività che svolgono. Le banche dati sono pubbliche o private, alcune possono essere consultate su internet altre possono essere acquistate. Il vantaggio di consultare le banche dati presenti su internet, invece che avvalersi dei motori di ricerca del web, è quello di intercettare anche le piccole imprese sprovviste di un sito web e non presenti sui social network. Non dimentichiamo, infatti, che, ancora nel 2014, solo il 69,2% delle imprese con almeno 10 addetti (e l’88,9% tra le imprese con almeno 250 addetti) dispone di un sito web e solo il 31,8% delle imprese (e il 51,9% tra quelle con almeno 250 addetti) utilizza un social media (  www.istat.it  ).
L’elenco delle aziende, completo e gratuito, è consultabile sul sito www.infoimprese.it  , dove è possibile accedere alla banca dati delle Camere di Commercio per regione e per provincia, cercando le aziende per attività, attraverso la modalità “ricerca avanzata”. Vi sono anche banche dati private promozionali, consultabili sul web e utili anche se non complete, come  www.paginegialle.itwww.guidamonaci.it  e www.europages.it , che nel promuovere le aziende spazia oltre i confini italiani.
Per poter cercare le imprese attraverso l’attività esercitata, ma anche per conoscere i diversi contesti in cui può operare una data figura professionale, è utile conoscere la terminologia utilizzata per catalogare le attività imprenditoriali. Si tratta della classificazione delle attività per codici ATECO. Su internet possiamo trovare l’elenco completo da scaricare o possiamo consultarlo di volta in volta sui siti dell’ISTAT,  www.istat.it , oppure su www.codiceateco.it .  Nel nostro caso, ad esempio, l’aspirante cuoco dovrà contestualizzare il suo profilo professionale riferendolo a una o più delle attività individuate dai codici ateco, che sul sito dell’ISTAT sono così indicate: albergo con ristorazione; ristorazione ambulante ( in cui rientrano i moderni street  food); ristorazione con somministrazione; servizio di ristorazione aziendale (le mense aziendali); ristorazione self service; ristorazione collettiva ( compreso catering e banqueting); ristorazione tavola calda.  Settori dietro ai quali ci sono aziende molto diverse per dimensioni e tipologia di lavoro, che hanno bisogno di figure di cuoco con competenze e mansioni differenti e alle quali è preferibile rapportarsi direttamente inviando il proprio curriculum.

Maria Luisa Polizzi

Supplemento Spazio Lavoro & Piccola Impresa – Lo Scaffale, novembre 2017

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