Il caso non esiste

Il quotidiano inglese The Telegraph del 21 settembre 2001 riporta un’intervista all’avvocato John Wood, appena scampato al crollo delle Torri Gemelle perché nella mattinata dell’11 settembre è dovuto uscire poco prima dell’attentato dal proprio ufficio situato nella seconda Torre. Nell’intervista viene precisato che l’avvocato è sopravvissuto ad altri due attentati terroristici, l’esplosione dell’autobomba avvenuta alla base dello stesso edificio il 26 febbraio 1993 e l’attentato al volo Pan Am 103 esploso il 21 dicembre 1988 mentre volava sopra la città di Lockerbie, in quest’ultimo caso l’avvocato aveva cancellato all’ultimo istante la prenotazione del viaggio.

Quello delle coincidenze è un argomento difficile da comprendere e da spiegare e sono relativamente pochi i ricercatori che, avendo adeguate competenze, scelgono di affrontarlo esponendo conclusioni stimolanti e davvero originali. David J. Hand appartiene a questa categoria e nel suo libro “Il caso non esiste”, pubblicato nel 2015 dalla BUR a cura di Marco Malvaldi riporta una raccolta di eventi che non avrebbero dovuto verificarsi, secondo le opinioni più diffuse, e invece contrariamente ad ogni pronostico sono realmente accaduti. L’autore usa questi eventi come appiglio per spiegare le leggi che sembrano governare la successione degli eventi. Il matematico britannico e docente di statistica in tal modo fornisce al lettore elementi utili per una riflessione sulla natura del mondo in cui viviamo e per decifrare gli episodi inspiegabili che potrebbero casualmente irrompere nel corso dell’esistenza di chiunque. Ribaltando i luoghi comuni, Hand ricorda che tutti gli eventi estremamente improbabili possano comunque verificarsi ed è esattamente questo che accade ad ogni istante a dispetto delle convinzioni umane e delle stime fatte dagli individui sulla probabilità e frequenza degli avvenimenti. Il sentimento di stupore e sorpresa che la maggioranza degli esseri umani prova di fronte a certe coincidenze deriverebbe secondo l’autore da una limitata capacità di valutazione delle probabilità. Dopo aver ripercorso brevemente le differenti interpretazioni che l’uomo ha dato nel corso dei secoli agli accadimenti, Hand espone la propria teoria che definisce col termine “principio di improbabilità” e chiama in causa diverse leggi della statistica per spiegarne il funzionamento. Tra queste ultime viene richiamata la “legge dell’inevitabilità” secondo la quale se un evento è compreso tra tutti quelli possibili allora prima o poi dovrà necessariamente verificarsi (anche se non possiamo conoscere con certezza il momento esatto in cui ciò accadrà); l’autore elenca le principali lotterie presenti nel mondo per estrarne le conseguenze pratiche, ricordando come in ognuna di esse si siano verificate nel tempo delle vincite anche nei casi di possibilità infinitamente ridotte. Tra le altre leggi collegate al principio di improbabilità vi è quella “dei numeri davvero grandi”per la quale anche coincidenze quasi impossibili potranno verificarsi se esistono sufficienti occasioni ed esiste una sua amplificazione, definita “legge delle combinazioni”, che spiega la crescita esponenziale delle combinazioni degli elementi che interagiscono, quando questi ultimi aumentano. Hand per spiegare quest’ultima legge fa riferimento a diverse combinazioni tra le quali  l’episodio della estrazione di una identica sequenza di sei numeri nella lotteria nazionale bulgara che si è verificata per due volte di seguito a distanza di appena quattro giorni (precisamente il 6 ed il 10 settembre 2009) tanto da far sorgere nelle autorità il sospetto di una truffa avviando un’inchiesta giudiziaria. Qualcuno ricorderà che anche in Italia si sono verificati episodi analoghi negli anni scorsi, con le combinazioni vincenti a ripetizione in piccoli centri limitrofi e in tempi ravvicinati; in rete sono presenti ad esempio gli articoli dei quotidiani italiani pubblicati nel 2001, 2002 e 2004 a proposito delle vincite record al Superenalotto avvenute in varie località della regione Puglia; anche in questo caso è stata usata la parola “truffa”e sono stati richiesti degli accertamenti.

Questo conferma il fatto che l’incredulità è la reazione più comune di fronte a eventi ritenuti impossibili o strani. L’autore riporta anche la “legge della selezione”che ci riconduce ai rigidi schemi mentali individuali operanti nella valutazione della probabilità, abbastanza diffusi se è vero che nell’episodio del 2009 della lotteria bulgara, presa prima ad esempio, in diciotto ebbero la stessa idea di giocare nuovamente l’identica combinazione di quattro giorni prima.

Per gli stessi motivi gli esperimenti sui farmaci devono essere condotti usando due gruppi di pazienti dei quali solo uno riceve il farmaco da testare mentre l’altro usa un placebo e un punto importante è che né il medico né il paziente devono essere a conoscenza di quale delle due sostanze sia stata realmente somministrata fino al termine del test; precauzioni necessarie data la tendenza umana a notare solo gli elementi e le prove che confermano le personali convinzioni eliminando inconsciamente quelli che potrebbero smentirle.

Altra legge è quella della “leva di probabilità” che indica come delle minime differenze e imprecisioni possano produrre grandi variazioni di probabilità e si collega all’effetto domino e alle teorie del caos. Head tra le altre conseguenze pratiche di quest’ultima legge usa ad esempio storie incredibili come quella di una guardia forestale americana che nel corso della sua vita è stato colpito ben sette volte dai fulmini, episodi documentati e confermati, ricordando come la probabilità relativa ad una “persona media” non si può applicare ad uno specifico individuo perché non è un “uomo medio”. Alcuni individui manifestano una probabilità decisamente superiore alla media per alcune tipologie di eventi, mentre altri ne manifestano una inferiore per le stesse (è difficile per chiunque accettare il fatto che solo alcune persone siano più fortunate di altre in relazione alle vincite di somme di denaro o alle conquiste amorose). La legge della leva di probabilità si collega alle fluttuazioni di borsa e alle ricorrenti crisi finanziarie, così come alle teorie delle catastrofi.

Infine al principio di improbabilità si correla anche la “legge della prossimità sufficiente” che considera identici gli eventi sufficientemente simili, perché nella realtà due misurazioni non saranno mai assolutamente uguali ma i risultati possono essere accettati come se lo fossero.  Queste leggi ed altre correlate vengono adeguatamente elencate dal matematico, evidenziando infine le numerose difficoltà che l’essere umano incontra quando valuta le diverse possibilità. Il condizionamento mentale (giustificato dallo stato di incertezza del mondo fisico e dalla necessità evolutiva di interpretare pericoli e opportunità) si realizza tramite diversi meccanismi, tra cui la tendenza ad una sovrastima delle probabilità infinitamente basse e viceversa sottostimando le probabilità più elevate. Deve esistere però anche un profondo bisogno di costruire degli schemi regolari, legando tra loro dei fatti che non hanno in realtà alcun collegamento, da cui consegue la tendenza a vedere delle coincidenze anche dove non ne esistono. Per fronteggiare questi limiti l’invito di Hand è di riconsiderare le probabilità degli eventi ragionando anche sulle probabilità di possibili spiegazioni alternative o sulla probabilità di effettuare scelte sbagliate, in sintesi bisogna coltivare un pensiero critico. In conclusione, questo libro è per certi versi terapeutico, un’opportunità offerta al lettore di  limare le onnipresenti superstizioni e fraintendimenti.

 

  Paolo Salvatore Polizzi

Lo Scaffale – N.8 Agosto 2017

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