Consumare frutta e verdura di stagione

C’era una volta la Cultura Contadina e l’Italia era il paradiso terreste della biodiversità.  Il 40% degli italiani viveva di agricoltura e l’altro 60% era comunque parente o amico di contadini e ne assorbiva di riflesso la sua conoscenza della terra e del cibo.
I contadini diversificavano  e alternavano le colture per non depauperare il terreno e ne raccoglievano i frutti nel rispetto della giusta maturazione e delle stagioni.  Sono bastati pochi decenni per spazzare via il buon senso della tradizione contadina e trasformare gli italiani in consumatori di “prodotti ad alto contenuto di servizi” (  i ciliegini della foto sono un esempio emblematico di ” prodotto ad alto contenuto di servizio” ).

Gli “imprenditori agricoli” hanno preso il posto dei contadini e il sistema agro-industriale pratica la monocoltura,  ricopre di serre aree sempre più vaste di terreni e gli agricoltori subiscono le imposizioni della grande distribuzione sia sui prezzi  che sugli “standard di qualità” (criteri meramente visivi di dimensione, forma e colore). E tutto questo perché i consumatori possano comprare “primizie” di ortaggi e frutta estiva  già all’inizio della primavera.
Se i nostri imprenditori non si adeguano verranno spazzati via dai sistemi agro-industriali di altri Paesi. Del resto la grande distribuzione ha il vantaggio di assicurare all’agricoltore un unico acquirente per il suo raccolto sgravandolo della necessità di commercializzare di volta in volta i suoi prodotti.

E’ tutto un altro sistema che dà al cibo un “alto contenuto di servizi”: è chimicamente trattato, igienizzato, confezionato, tagliato e viaggia per il mondo durante tutto l’anno.

Possiamo anche illuderci che tutto va bene, che tecnologia e  chimica sono al servizio dei consumatori e del moderno comparto agro-industriale, che gli agricoltori  possono contare sulla competenza di tecnici specialisti e di ricercatori che hanno sempre una soluzione pronta per tutti i problemi. Finché non ti imbatti nei contenuti del dialogo che intercorre normalmente tra agricoltori e tecnici del settore.

Il concime chimico non è equilibrato come l’humus che la Natura crea da sé. I pomodori quest’anno sono affetti da marciume apicale per mancanza di calcio nel terreno!  – L’esperto: “In questo caso ti consigliamo di evitare eccessivi apporti azotati. Possono essere utili trattamenti fogliari con nitrato di calcio”.
Però il freddo del mese di febbraio, nonostante il telo della serra ha reso le foglie verde pallido e le nervature viola e i frutti ancora non maturi sono maculati di colore verde più intenso. _ L’esperto: “In questo caso il rimedio che ti consigliamo è di usare un secondo telo di copertura e di riscaldare la serra”.
Ho riscaldato la serra…Però i frutti presentano delle deformazioni: sono scatolati. –L’esperto: “ Allora è utile abbassare la temperatura  all’interno della serra attraverso vari sistemi ( ventole, tinteggiatura del telo di copertura con calce o altri sistemi). Gli sbalzi termici sono frequenti nelle giornate soleggiate nel periodo febbraio-aprile”.
Già, è vero! L’esperto ha proprio ragione sono  gli sbalzi termici delle giornate soleggiate all’inizio della primavera  il vero problema!
…Però  il telo,  il doppio telo e il poco sole dei mesi invernali hanno favorito il formarsi nei pomodori di aree appiattite di colore bruno. –L’esperto: “ Si tratta del blotchy- ripening, è causato dalle  escursioni termiche elevate associate ad insufficiente illuminazione. Ti consigliamo di apportare potassio”

Basta! Riprendiamoci il buon senso. I problemi sono causati dalla coltivazione in serra e dall’uso di concimi chimici. Sono sistemi innaturali e combattere le manifestazioni esteriori di una debolezza di fondo del sistema non serve. Tra l’altro nel tentativo di risolvere il singolo problema se ne causa un altro. E’ una lotta insensata.

Gli agricoltori non possono essere i soli ad agire con intelligenza, hanno bisogno di essere supportati da consumatori intelligenti. Hanno bisogno di sapere che sempre più persone hanno il buon senso di comprare frutta e verdura di stagione.

Maria Luisa Polizzi

– Consumo Responsabile –

supplemento de Lo Scaffale, dicembre 2013

 

www.polizzieditore.com

 

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